Bruno Cherubini

BRUNO CHERUBINI

Bruno Cherubini nacque nel 1910 a Bagni di Lucca (Ponte a Serraglio). Dopo aver compiuto studi classici si laureò nel 1934 in Lettere a Pisa. Subito si dedicò all’insegnamento come supplente di lettere a Livorno (‘33) presso l’Istituto del Sacro Cuore, poi a Pisa (‘34-‘35) nello stesso collegio in cui aveva compiuto gli studi ginnasiali, ed infine a Paderno del Grappa presso l’Istituto Autorizzato “Filippin”. Vinse il concorso per una cattedra di Stato e fu assegnato come titolare di lettere al Regio Ginnasio Virgilio di Vipiteno (‘38-‘39). Nel ‘39 fu il momento della prima campagna d’Africa: Cherubini chiese ed ottenne il trasferimento in Etiopia (colonia italiana). Qui, fu Preside del Regio Ginnasio “A. della Noce” di Gimma. Dal ‘42-‘46 fu internato dagli inglesi nel campo di concentramento n. 1/A di Nyeri in Kenya dove insegnò e diresse le scuole del campo per i prigionieri civili da lui organizzate. Nel ‘46, ritornato dalla prigionia, Cherubini fu Preside della Scuola Media «Matteo Trenta» di Bagni di Lucca fino al ‘50, quando fu trasferito per dirigere la Scuola Media di Forte dei Marmi. Nel ‘52 fu nominato Preside di ruolo e assegnato alla Scuola Media «Luigi Staffetti» di Massa. Dopo un anno Cherubini partì per la sua “seconda campagna d’Africa”. Questa volta andò nella Somalia italiana per dirigere e insegnare nelle Scuole Secondarie della Somalia e preparare il popolo all’autogoverno. Diresse fino al ‘56 la Scuola Media Inferiore e Superiore e l’Istituto Magistrale di Hamar Geb Geb a Mogadiscio. Nel ‘56 Cherubini rientrò a Massa come Preside della Scuola Media fino al ‘70 quando si congedò per rientrare nel paese natale. Cherubini fu “uomo di scuola” ma anche storico della Lucchesia. La stessa passione che mise nella professione la ripose negli studi e nelle sue ricerche. Amava Bagni di Lucca, terra in cui era nato, e tutte le zone limitrofe. Era sempre alla ricerca di notizie che sperava di “scovare” negli archivi. Amava studiare la storia dai documenti, dai quali spesso riusciva a trovare argomenti nuovi da pubblicare. Ere un uomo tenace e, negli ultimi anni di vita, nonostante la malattia, si ostinava a salire le scalinate dell’Archivio di Stato o delle Biblioteche lucchesi. A Bagni di Lucca tornava spesso e qui i paesani e i villeggianti si raccoglievano intorno a lui attratti dalla conversazione arguta e dal suo “humor” imbronciato e pungente; nelle riunioni e nelle feste, Cherubini era l’anima e negli argomenti di cultura era una fonte inesauribile e piacevole di informazione. Uomo schietto e sincero, quando qualcosa non gli tornava, prendeva carta e penna e comunicava il suo pensiero.
Dal 31 marzo 1976 riposa nel cimitero di Ponte a Serraglio ove fu sepolto vicino ai genitori.

Letizia Baglioni